Le alghe e la birra: un connubio strano ma che fa bene alla salute

Le alghe e la birra: un connubio strano ma che fa bene alla salute

Da secoli rappresentano la base dell’alimentazione orientale, in quanto sono considerate uno degli alimenti più salutari che il nostro pianeta sia in grado di offrire, per via della loro ricchezza di vitamine, minerali e antiossidanti.

Ce ne sono di diversi tipi. Quella utilizzata nell’attività brassicola è conosciuta come Irish Moss (letteralmente “muschio irlandese”; in italiano Crondo crispo): non è muschio e non è (solo) irlandese;
è molto diffuso lungo le coste della Gran Bretagna, ma si trova anche sulle coste dell’Islanda, sulle coste occidentali del Mar Baltico e della Spagna. Si trova anche sulle coste atlantiche del Canada e degli Stati Uniti.

Si tratta di un alga nota anche come Caragenina.
Presenta una chioma piccola e folta con una tinta che varia tra il viola e il rosso ramato. Ricopre le rocce vicino alla costa dove l’acqua è più bassa.

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Trova impiego per le sue proprietà addensanti (alto contenuto di amidi, polisaccaridi noti come carragenine o carraghenina), stabilizzante alimentare (gelati) che per utilizzi cosmetici.

Ha proprietà depurative e detossinanti, in particolare a livello del colon. L’alga esplica questa funzione depurativa meccanica per trascinamento grazie alla formazione di una massa gelatinosa. Allo stesso tempo i carraghenani (i gel formati dalla carraghenina) hanno proprietà chelanti, così come gli alginati della alghe brune. Tramite la chelazione i carraghenani sono in grado di eliminare dall’organismo residui chimici, metalli pesanti e sostanze radioattive.

Il suo utilizzo in ambito brassicolo.

Durante la fase di bollitura si secerne una gelatina che permette la caduta delle proteine presenti all’interno della birra. In questo modo avviene la “pulizia” del prodotto, rendendolo più chiaro.
La torbidezza di una birra infatti è dovuta principalmente alle proteine disciolte in essa oltre che ai lieviti residui. Con l’abbassamento della temperatura avviene il processo così detto di “chill haze” (letteralmente “foschia fredda”), ovvero le proteine contenute nel malto tendono a coagularsi e a conferire l’aspetto torbido di alcuni prodotti artigianali e delle birre non filtrate in generale.

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Aggiungendo una esigua quantità di Irish Moss negli ultimi minuti della bollitura del luppolo, è possibile donare alla birra un aspetto più bello.

Oserei dire, giovanile!
Quindi amiche ed amici miei, appassionati e non di questa bevanda, è proprio vero il detto: “Chi beve birra campa cent’anni”.