Huisbrouwerij De Halve Maan

Tratto da La birra nel mondo, Volume II, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Bruges/Belgio
Ultimo birrificio rimasto a Bruges, fondato nel 1856 da Leon Maes, conosciuto anche come Henri I. Il marchio Straffe Hendrik (“il forte Henri”) infatti, creato nel 1981 da Véronique Maes per celebrare, con la Tripel, la statua eretta a Bruges di St. Arnoldus, patrono dei birrai, si riferisce appunto ai cinque Henri della dinastia Maes produttori di birra a Bruges. E questa Tripel, almeno così si dice, diventò la birra ufficiale di tutte le celebrazioni cittadine.
Poi il calo dei consumi, con le conseguenti difficoltà economiche, determinò, nel 1988, la cessione del marchio alla Riva. Ma Xavier Vanneste, figlio di Véronique, non si arrese. Dopo aver provveduto a ristrutturare e rimodernare la fabbrica, lanciò, nel 2005, la Brugse Zot. Nel 2007 la Riva fallì e i suoi marchi furono rilevati dalla Duvel Moortgat, dalla quale l’anno successivo Xavier poté riacquistare il marchio Straffe Hendrik.
Adattando quindi agli impianti moderni la ricetta originale della Tripel, Xavier rilanciò la Straffe Hendrik Brugs Tripelbier 9° che, presso la Riva, aveva perduto, non solo tre gradi di alcol, soprattutto la qualità. Seguì, nel 2010, la Quadrupel che, due anni dopo, uscì anche in versione invecchiata 12 mesi in botti di rovere, Straffe Hendrik Heritage. Nel 2014 fu invece la volta della Straffe Hendrik Wild, ovvero la Straffe Hendrik Brugs Tripelbier rifermentata con Brettanomiceti.
Brugse Zot, tradizionale pale ale belga di colore biondo oro (g.a. 6%); rifermentata in bottiglia. È di notevole interesse, ma difficilmente classificabile: per i malti chiari utilizzati somiglia alla strong golden ale; mentre per il grado alcolico più contenuto e la forte luppolizzazione si avvicina a una saison. Con un’effervescenza piuttosto vivace, la schiuma viene fuori abbondante e cremosa. La pesante luppolizzazione, si nota già all’olfatto, anche se non manca qualche nota di agrume. Il corpo leggero ha una trama liscia. Il gusto è fresco, asciutto, fortemente aromatico. Il finale di luppolo, piuttosto lungo, lascia un retrolfatto con deciso orientamento all’amaro.
Straffe Hendrik Brugs Quadrupel, abbazia quadrupel di colore marrone scuro (g.a. 11%). La carbonazione appare pressoché elevata; la schiuma, di un beige chiaro, emerge densa, pannosa, e un po’ appiccicosa. L’aroma presenta pulizia, ma anche una certa complessità: caramello, luppolo, zucchero di canna, frutti di bosco, prugna, banana, uvetta e, tra le spezie, un ben distinto accenno di noce moscata. Il corpo, medio-pieno, ha una consistenza tra grassa e oleosa. Il gusto è abboccato però equilibrato, robusto, intenso, con note di caramello, biscotto, zucchero candito, datteri, resina di pino, luppolo terroso, castagne arrostite, tostature, coriandolo, anice: il tutto, sotto l’egida dell’alcol, che riscalda in sordina, anima la scorrevolezza della bevuta, invita subdolamente all’estasi. Al finale leggermente sciropposo, tiene dietro una lunga persistenza retrolfattiva ricca di impressioni di malto e frutta secca. Col sapore in evoluzione, questa birra può rimanere in cantina per diversi anni.