Braunschweiger Mumme H. Nettelbeck

Tratto da La birra nel mondo, Volume III, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Braunschweig/Germania
Vecchia birreria della Bassa Sassonia che deve la propria notorietà nel mondo all’unica birra prodotta.
La Brunswick Mumme era conosciuta già nel Medioevo. Tra i secoli XVI e XVII divenne una delle birre più popolari in Europa. Nera e densa, per l’alto contenuto di luppolo, alcol e zuccheri non fermentati, era l’ideale per i lunghi viaggi in mare e, per il valore nutrizionale, proteggeva i marinai dallo scorbuto.
Ne esistevano due versioni, una per il consumo immediato, chiamata Stadt-Mumme, e una, molto più luppolata e speziata, per l’esportazione, chiamata Schiff-Mumme.
Poi la Mumme cominciò a essere prodotta, oltre che a Braunschweig, anche ad Amburgo e in Inghilterra, con ingredienti ovviamente diversi. Nel 1682, nel periodo di massima diffusione, dei 298 birrifici di Braunschweig, 86 producevano una Mumme. Ma, a metà del secolo XVIII, continuavano a produrla soltanto la Brauerei Nettelbeck e Franz Steger. Infine, nel 1954, anche Franz Steger chiuse i battenti.
Sicché oggi l’unica Mumme viene prodotta dalla Nettelbeck, e in bottiglia. La Braunschweiger Doppelte Segelschiff Mumme-Malzextrakt, in lattina, è invece un estratto di malto utilizzato principalmente per raffinare cibo e bevande.
Segelschiff Mumme Bier, traditional ale di colore ambrato intenso tendente al marrone e dall’aspetto leggermente velato (g.a. 5,2%). Con una carbonazione piuttosto bassa, la schiuma ocra emerge sottile, cremosa e di buona durata. L’aroma mostra pulizia e attraente finezza nei suoi sentori di malto, caramello, terra, legno, pane di segale, toffee, zucchero di canna, vaniglia, luppolo, uva sultanina. Il corpo, medio-pieno, ha una consistenza alquanto cremosa. Il gusto, a malapena granuloso, con la pesca caramellata e il cioccolato al latte, da una parte e dall’altra, il luppolo pepato e lo zucchero bruciato, lascia sulla lingua un morbido sapore di malto, una volta arrivato il secco finale dall’accento acido. Nel retrolfatto, una piacevole dolcezza è intiepidita dal calore alcolico.