Haandbryggeriet

Tratto da La birra nel mondo, Volume II, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Drammen/Norvegia
Microbirrificio, nella contea di Buskerud, aperto nel 2005 da Jens Maudal, Rune Eriksen, Arne Eide e Egil Hilde.
La produzione, con un impianto usato acquistato in Inghilterra, iniziò in una vecchia fabbrica tessile; passò quindi in uno scalo ferroviario e, infine, in un vecchio edificio industriale.
La gamma delle offerte (la produzione annua raggiunge i 3500 ettolitri) è molto ampia, con la maggior parte di esse dispinibili a livello nazionale tramite il Vinmonopolet e negozi di alimentari. Non mancano le esportazioni, in particolare verso gli Stati Uniti. Mentre è iniziata anche l’importazione di specialità belge e americane.
Haandbryggeriet Dark Force, imperial stout di un nero opaco (g.a. 9%); prodotta con una notevole percentuale di frumento sottoposto a maltaggio. Con una carbonazione moderata, la spuma, dal colore del caffè, emerge minuta, spessa, di buona allacciatura. Forti e persistenti sentori di malti tostati, caffè, cioccolato fondente, grano, legno, cenere, allestistono un bouquet di gradevole finezza. Il corpo, medio-pieno, ha una consistenza cremosa, quasi setosa. Caffè, note di fumo e di torrefazione contrastano delicatamente frutti di bosco, prugne, porto. Il finale, secco e lungo, reca una buona dose di acidità ripulente. Il retrolfatto è un crescendo di amarore da caffè e tostature.
Haandbryggeriet Fyr og Flamme, india pale ale di colore arancio/rame e dall’aspetto piuttosto velato (g.a. 6,5%); il nome vuol dire “fuoco e fiamme”. La ricca schiuma ocra, cremosa e stabile, è gestita da una morbida effervescenza. L’aroma si libera fresco e pulito, a base di luppolo floreale, frutta tropicale, pane, caramello, resina, agrumi. Il corpo medio presenta una tessitura alquanto ruvida e grassa. Il gusto si avvale di una solida spina dorsale di malto per contrastare il deciso amarore della scorza d’agrumi; mentre fanno di tanto in tanto capolino delicate note floreali ed erbacee. Il finale arriva secco e amaro per dileguarsi in fretta. Un retrolfatto abbastanza lungo eroga con “savoir-faire” le sue calde e cordiali suggestioni alcoliche.