Big Rock Brewery

Tratto da La birra nel mondo, Volume I, di Antonio Mennella-Meligrana Editore

Calgary/Canada
Nel 1980 l’avvocato Ed MacNally, di nonni irlandesi emigrati durante la carestia delle patate, ebbe a esercitare, per conto di un gruppo di coltivatori d’orzo dell’Alberta, un’azione legale contro la Canadian Wheat Board. Fu così che venne a conoscenza dei presupposti per aprire una fabbrica di birra. La maggior parte dell’orzo coltivato in tale provincia era orzo 2 file ideale per fare il malto, mentre veniva ancora utilizzato come mangime per il bestiame. Non solo, l’Alberta, sul versante est delle Montagne Rocciose, disponeva di quell’acqua glaciale.
Nel 1985, con un background imprendiriale, Ed MacNally fondava il microbirrificio Big Rock, col nome ovvero del massicio masso angolare rotto in due pezzi principali, 18 chilometri a sud di Calgary.
L’estate dell’anno successivo si rivelò provvidenziale per la Big Rock, con lo sciopero della Molson e della Labatt proprio durante la stagione di maggior consumo di birra.
Va, comunque, al primo mastro birraio, Bernd (“Peppy”) Pieper, proveniente dalla Löwenbräu di Zurigo, la maggior parte di merito se la Big Rock riuscì a penetrare con successo crescente in un mercato di pari passo più difficile ed esigente qual è quello birrario. Nel 1994 arrivò la collaborazione di Larry Kerwin (ex mastro birraio della Molson), che rimase da solo nel 1998, quando Pieper andò in pensione.
Nella rigorosa osservanza delle norme tedesche del Reinheitsgebot, le saporite birre di puro malto vengono fabbricate con il sistema a blocchi; ed eludono la pastorizzazione con un microfiltraggio a freddo.
Big Rock Black Amber Ale, stout di colore marrone scuro tendente al nero (g.a. 5%). L’effervescenza appare leggera, piacevole; la spuma beige, spessa, cremosa, di lunga durata. All’olfatto, fruttato e resinoso di luppolo, spicca un ben distinto sentore di radice. Il corpo, medio-pieno, presenta una trama piuttosto acquosa. Nel gusto invece, le deboli note fruttate sono riscaldate dal calore dell’alcol; mentre il palato rimane avvolto in una secchezza amara. Nel retrolfatto, una sottile dolcezza di malto è ravvivata dalla fresca presenza del luppolo.
Big Rock Grasshöpper Wheat Ale, wheat ale di colore dorato (g.a. 5%). Con una carbonazione abbastanza decisa, la spuma emerge fine, cremosa, ma svanisce rapidamente. L’aroma è delicato, di agrumi, banana molto matura, malto di frumento, frutta candita, erbe. Il corpo ha una consistenza leggera, acquosa. Il gusto defluisce pulito, rinfrescante e con un velato asprigno finale. Il retrolfatto non dura tanto, il tempo comunque di erogare le sue piacevoli suggestioni floreali con una punta di acidità.
Big Rock McNally’s Extra, irish ale di colore ambrato scuro (g.a. 7%). L’effervescenza è morbida, di media intensità; la schiuma, minuta, scarsa e di completa dissoluzione. L’aroma si apre con tutta la fragranza del malto torrefatto. Il corpo, caldo, grasso e molto ben strutturato, regge un gusto dal perfetto equilibrio tra cereale e amaricante, con “belle” note di malto dolce, caramella mou, prugne, biscotti. Dopo il finale, asciutto e leggermente amaro, si leva, nella lunga persistenza retrolfattiva, una squisita impressione caramellata con richiamo di mela.
Big Rock Warthog English Style Mild Ale, brown ale di colore rame chiaro: carbonazione alquanto pungente; spuma biancastra cremosa ma poco stabile; aroma di malto torrefatto, con accenni di caramello, agrumi, pane, erba; corpo da leggero a medio e di trama acquosa; gusto dolce, con note di caramello e toffee, non senza un tocco di amaro; breve retrolfatto croccante (g.a. 4,5%).
Tra le stagionali:
Big Rock Harvest Pale Ale, american pale ale autunnale di colore dorato con leggera velatura (g.a. 5%). La spuma bianca e sottile regge abbastanza bene. L’olfatto denota un certo orientamento verso il fruttato e i toni caldi. Il corpo, da leggero a medio, presenta una trama liscia e scorrevole. Il gusto si snoda pieno, di malto, e con l’asciuttezza tipica dello stile. Il finale indugia nel suo amarore.